CERVELLI su FACEBOOK



Cervelli su Facebook

Sono di qualsiasi età. Sono i cervelli connessi su Facebook.
Si cercano, come i vecchi compagni di scuola. Oppure si incontrano per la prima volta, scegliendosi per le loro qualità intellettuali e umane. Si scelgono per un libro o un film che è piaciuto a entrambi, per un link condiviso, perché qualcosa li unisce, oltre le barriere della conoscenza personale che non sempre apre le porte all’amicizia. E dopo, attraverso il nuovo amico, ne arrivano altri e si accende magari un dibattito in rete che coinvolge e fa sentire uniti i partecipanti, liberi di scrivere in un medium che è più simile all’oralità, colta o informale che sia (dipende dalla situazione). Un recupero del dialogo, intesto in senso socratico e platonico, ma in fondo anche l’occasione per riscoprire la scrittura vera e propria. Senza esercizio continuo la scrittura finisce per tacere, affossata dalla finta oralità comunicativa. O dall’assenza di motivazione che costituisce l’unica via di accesso a un mezzo così difficile da gestire. Arduo e faticoso perché richiede rigore e inventiva, controllo e disciplina.
I cervelli di Facebook creano blog e forum per discutere e per sentirsi vicini in un’atmosfera pesante per l’umanesimo e per la scienza. In entrambi i campi lo spazio nel mondo reale si restringe. Nel mondo virtuale invece uno spazio infinito, come lo spazio del cosmo, si realizza in quello della scrittura- parola che viaggia istantanea senza blocchi, pur con il rischio della censura che incombe.
Partecipano al flusso della vita reale e pensano che in quei momenti, in parallelo, fluisce anche la vita virtuale. Basterà accendere il computer e trovare un messaggio, un link, una chat aperta per ricominciare il gioco.
Alessandra

8 Commenti

  1. Scusate il ritardo nella pubblicazione del post ma... sono malata!!
    patrizia

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  2. nessun problema ! riprenditi presto!

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  3. Mi dispiace che tu sia malata, cara Patrizia! Un bacio e a presto.

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  4. Ale,
    come sempre nel tuo raffinato stile sei riuscita a trovare un aspetto di espressione culturale anche in Facebook, che senza persone come te rischia di trasformare i rapporti interpersonali in fredda corrispondenza.
    Eppure hai ragione.Se può essere un modo per scrivere e trasmettere velocemente parole ben venga, ma penso sia "castrante" per la propria creatività abusarne.E non ditemi che sono all'antica!
    Arianna

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  5. Sono d'accordo con Arianna. Meglio non abusare di Facebook. Giusto però usarlo per conoscere e farsi conoscere o per scambiare informazioni in tempo reale. Io lo faccio e devo dire che la mia situazione di comunicatore professionista è migliorata.

    Marco

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  6. Mio marito odia Facebook. Io invece lo uso con successo per trovare contatti con altre cooperative sociali (ne dirigo una) o anche organizzazioni non governative per intensificare la nostra attività umanitaria.

    Anna

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  7. Cara Arianna,

    grazie per le tue parole. Non sei all'antica. Anch'io sono per la creatività ma deve essere mediata tra individualità e collaborazione. Non è detto che questo avvenga solo in rete. Certo la rete è più rapida. Non è sicura, dati i problemi del diritto d'autore, ma è più reattiva.

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  8. Eppure mi sono cancellata da Facebook, alla fine ho chiuso. L'ho molto amato soprattutto quando sono stata in ospedale, mi faceva compagnia, mi apriva una finestra sul mondo. Ma alla fine non ce la facevo più, mi sentivo soffocare, dalle mail, dai contatti, dai gruppi, dagli amici, da tutte le cause del mondo da sostenere. Insomma ho chiuso, all'inizio è stata dura, mi sembrava mi mancasse un braccio, mi sono sentita molto sola. Ora però ho ricominciato a guardare il piccolo mondo che mi circonda con interesse. Lo so non è il grande mondo del web ma è il mio mondo piccolo e probabilmente tra qualche mese non mi basterà più.

    Chiarina

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