LA LUNGA ESTATE CALDA


  • QUESTA VOLTA INTERVENGO ANCHE IO, 


  • di Nadia D'Arco
  • (foto tratta dal sito : https://oltreilcancello.wordpress.com/2008/09/30/la-lunga-estate-calda/)


  • LA CARA ROSA MAURO CON QUESTO TITOLO EVOCATIVO DEL BEL FILM LA LUNGA ESTATE CALDA DI MARTIN RITT CON PAUL NEUWMAN E LA SCENEGGIATURA DI WILLIAM FAULKNER, MI HA EVOCATO RICORDI  ATTINENTI AL SUO PEZZO VE LI PROPONGO CON UNA RIFLESSIONE DI FONDO.
  • IL 28 giugno giorno dell'orgoglio gay, quest'anno festeggiato per una settimana e finito  il 27 sabato, per celebrare il grande evento e la grande battaglia vinta in tutti gli stati americani e che è la disposizione di Obama di riconoscere in tutti gli Stati Uniti d'America il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Una grande vittoria per il popolo gay, trasgender, bisessuali, lesbiche ecc.. dopo tanti anni di lotte e di manifestazioni per il riconoscimento dei propri diritti di cittadinanza e che simbolicamente si possono ricondurre al riconoscimento del matrimonio anche per loro a stigmatizzare le famiglie di fatto, le unioni di fatto tra persone dello stesso sesso. Questo evento fa venire in mente quello che succede al mondo dell'handicap, o disabili come preferite chiamarli, il punto è che bisogna per avere una giornata di orgoglio handy il disgiungere la disabilita'  dalla malattia e dal dolore, ma affermare la disabilita'  non  come il paradigma cattolico del dolore espiatorio e di conseguenza disabilita' come  dolore e sofferenza che aspira al riconoscimento del paradiso per l'espiazione in vita, ma la disabilita' come una condizione di persone che vivono diversamente la vita e che abbisognano solo di alcuni fattori tecnici spesso semplici per vivere come gli altri e che amano la vita e la vogliono vivere fino in fondo.
    Altra differenza importante tra i gay e i disabili, è che i gay hanno ottenuto l'agognato riconoscimento delle unioni e del diritto a sposarsi perchè si sono uniti da anni, pur nelle loro innumerevoli differenze e associazioni, per un obiettivo di lotta comune (il matrimonio, i diritti civili, le adozioni) e noi disabili  non sappiamo ancora farlo, non siamo ancora abbastanza maturi e non abbiamo ancora una coscenza collettiva condivisa del nostro essere disabili e dei nostri diritti e bisogni. Ricordiamoci  che fino a pochi anni fa l'omosessualita' era considerata una malattia e veniva perseguita in ogni modo anche nelle nostre civilta' occidentali. neanche si poteva fare sesso in casa, tanto per dire, per cui noi dobbiamo crescere e maturare come disabili  e poi unirci su una serie di piattaforme di diritti condivisi e poi arrivera' anche per noi  il nostro orgoglio handy. ricordatevi un motto che mi sono inventata da ragazza e che mi aiuta sempre IO SONO, IO SONO HANDY OVVERO UNA PERSONA CAPACE . L'HANDYCAP è IL ROVESCIO DI HANDY , PERSONA CON DIFFICOLTA' DIVENTA UNA PERSONA CAPACE. A SUO MODO MA CAPACE. è questa la liberta', la vera liberta'. Non avendo noi disabili il nostro giorno di orgoglio handy, ho sempre festeggiato con i gay il 28 giugno il mio orgoglio handy!!!



                                                          La lunga estate calda
di Rosa Mauro

Ah, la lunga estate calda..
Quella che si ricorda per i servizi in cui si ribadisce che, guarda caso, fa caldo e ci si meraviglia di questo come se a Luglio dovesse fare dieci gradi!
Si passa a raccomandare a degli idioti che si ostinano a cucinarsi, secondo loro, polenta e salsicce, che devono mangiare cibi freschi e mi raccomando, sostituite la cioccolata bollente con i succhi di frutta!
Ma, sopratutto, quella che presenta servizi di gente che affolla le spiagge, i boschi, le campagne..
sapete , per affermare questo mi sono fatta aiutare anche da occhi migliori dei miei ma me lo hanno confermato, purtroppo…
Nessuno di questi servizi presenta in qualche modo una persona con disabilità.
lasciamo perdere la versione agiografica dei ciechi nella tenuta di Castel Porziano, dove tra l’altro nei servizi NON hanno intervistato i disabili ma i loro accompagnatori visto che, è notorio, noi siamo incapaci di parlare da soli..
Io parlo dei servizi comuni, quelli normali in giro per sagre di paese, spiagge e via discorrendo.
Niente, non ce n’è nemmeno uno..
E’ pur vero che per trovare una spiaggia dotata di sedia soleil , che ti permette di andare in spiaggia senza annegare nella sabbia, devi andare in giro per l’Italia con il lanternino..
E’ anche vero che ci sono ancora luoghi montani dove dire carrozzina significa affermare una vera e propria eresia.
ma ciò non toglie che noi, comunque, in vacanza ci andiamo e ci si può trovare in giro per l’Italia..
E’ mai possibile che una telecamera non ci becchi mai, neppure per striscio?
Lasciate che ve lo dica: far parlare o parlare dei disabili solo quando questo ha a che fare con la tv del dolore, o con le giornate dedicate, o per le paralimpiadi non farà mai di noi una società integrata e libera da quei tabù sulla fisicità diversa che alla fine, condizionano anche chi di quella fisicità è portatore.
Io ho cinquant’anni, ma penso anche ai ragazzi più giovani: a quelli di venti, trent’anni che vedono la tv di questi giorni pullulare di loro coetanei: in costume in spiaggia, in vacanza in montagna, negli spot.. e mai che ci fosse uno di loro in carrozzina, con il bastone, o con una qualunque disabilità.. come si devono, come ci dobbiamo sentire?
MI rivolgo ai cosiddetti pubblicitari, creativi che dir si voglia: davvero a nessuno cieco, in carrozzina e via discorrendo viene in mente di mangiarsi un gelato, di stare ad un falò, di ascoltare musica su uno stereo nuovo?
Noi non andiamo mai agli sconti delle grandi catene di elettrodomestici, non ci gustiamo una torta, non mettiamo su famiglia facendo colazione con i figli?
Sembra proprio di no.
Sono arrivate prima le pubblicità sui gay di noi, ed intendiamoci, io sono contenta siano arrivate.
Il che non toglie che vorrei sapere perché quel tabù si è rotto ( sia pur parzialmente, visto che non si vedono le facce) prima del nostro..
Mi hanno detto dalla regia che almeno una pubblicità su sky presenta un papà con sua figlia con la sindrome di down.. mi sembra buona cosa, ma decisamente un pò pochino.
Non si può pensare ad una inclusione scolastica, lavorativa e sociale se poi dalla rappresentazione sociale si è assenti, non ci stupiamo di comportamenti estremi quali l’ignoranza dei nostri posti, la creazione di barriere architettoniche, o addirittura il pestaggio se noi, nella fotografia sociale, non compariamo.
Di tanto in tanto, ci si degna di trasmissioni dedicate o di accenni di denuncia, il che ci ha creato da tempo, nell’immaginario collettivo, l’idea di gente seriosa e rancorosa, che sta sempre lì a protestare..
per carità, provateci voi a trovarvi in una grande città e non riuscire a trovare nemmeno un albergo accessibile su venti, nella fascia due-tre stelle…Provateci, a trovarvi di fronte a delle scale per raggiungere un ufficio inps o a cercare inutilmente una piscina accessibile vicino casa..
Quelle proteste sono sacrosante, ma il fatto è che noi non protestiamo solo..
Noi viviamo.
Parliamo, ci muoviamo, mangiamo, siamo tra di voi, ma nello spaccato della vita quotidiana che potrebbe esser uno spot come una trasmissione di intrattenimento, come anche un telefilm… scompariamo, letteralmente.
Non parliamo poi della possibilità di diventare in qualche modo protagonisti di questa scena proibita: Giornalisti con deficit motori o visivi?
Dove stanno?
Attori con fisicità diverse, come ne esistono altrove, per esempio nella tanto imitata ( per altri versi) America?
Dovete indicarmi dove stanno e dove si esibiscono.
Nella lunga estate calda dei parchi acquatici, provate a vedere quanti di essi sono accessibili.. Tempo fa si parlava di parchi per bambini, giova ricordare che anche i giovani adulti, e perfino gli adulti, si divertono o vorrebbero farlo… e dove sono i parchi per loro o quelli che ci sono quanto sono accessibili?
 Nei promo, negli spot, nessuno di noi è mai stato visto, noi creature solitarie ed un poco piagnone che non amiamo divertirci..
Il colmo è quando presentano aggeggi che, in teoria, è proprio a noi che sono destinati: tipo quelle ditte che trasformano la vasca in doccia o che tagliano la stessa per permetterci una comoda entrata..
In questi spot, raramente compare un anziano, ma in assoluto non compare mai un disabile motorio..
Ma visto che è destinato a noi, non dovremmo avere almeno il modo di verificare se risponde ai nostri bisogni?
Naturalmente no: ci dobbiamo fidare sulla parola perché non sia mai sia vista in tv una persona con fisicità particolare che usa una cosa così comune e normale come la doccia..
Per ridere, potrei riassumere con uno schema ciò che una persona disabile, e cui non faccio distinzioni di disabilità fa o non fa, se si dovesse dar retta alla televisione:

1)     Non ci laviamo. non ci si vede mai sotto una doccia, o una vasca, rassegnatevi: ormai lo sanno tutti che andiamo in giro come Shrek
2)     Non mangiamo. nessuno di noi si prepara mai un risotto , una bistecca, o anche si assaggia un gelato.
3)     Non andiamo nemmeno al ristorante, se è per questo.. forse siamo fatti di aria.
4)     Non abbiamo una famiglia. Non abbiamo figli con cui condividere le merendine, cui preparare torte e via discorrendo
5)     Se ragazzi, non viviamo in comitiva. Sopratutto nelle pubblicità dei gelati e simili, negli spot sulla spiaggia, le comitive di ragazzi sono rigorosamente formate da persone con lo stesso tipo di fisicità. Però rassicuratevi: insieme con noi ci sono anche le persone in sovrappeso, anche loro, non compongono inni all’estate
6)     Non ci divertiamo. Bambini, giovani, adulti… noi ai parchi non ci andiamo, rassegnatevi. siamo chiusi in casa a mugugnare sul nostro ostile destino
7)     Non lavoriamo. A parte poche trasmissioni dedicate, i disabili non vengono visti lavorare, e infatti anche negli spot dedicati a vite attive e sportive, non compariamo mai
8)     non facciamo sport per divertirci. Sempre per via della nostra natura orsa e maligna, o facciamo i paratleti, per cui serviamo alla comunità, o nisba. Le piscine, le palestre e quant’altro non sono nate per fornire servizi anche a noi che vi credete? Infatti, anche nei loro spot o promo, noi non ci siamo
9)     Non ci vestiamo.. avete mai visto la pubblicità di qualche negozio, attività, casa di moda, che faccia vedere anche noi?No, non parlo di linee dedicate, ma di veri e propri servizi dedicati, che ne so, a come ci si veste… non compare proprio nessuno di noi. Forse andiamo in giro nudi.
10)  Non viaggiamo.. ci hai visti per caso in uno spot per una crociera, in fila per salire sull’aereo, o in un trekking avventuroso? Ci hai visti fare diving da qualche parte? No. eppure queste cose possono essere fatte anche da noi..

E per favore, non rispondete a queste esigenze di rappresentazione con cose orribili come fare Biancaneve sulla sedia a rotelle… quella principessa sulla sedia non ci stava, noi vogliamo nuove favole, favole vere che rispecchiano l’evoluzione del mondo che ora è diventato di tutti.
Una biancaneve moderna che si veste bene, lavora, e se ne va a New york con il suo principe azzurro come la mia amica con il suo bastone bianco.
E , udite e udite, canta ma solo per hobby.
Un capo come quello degli x men della marvel, ma non serve che sia un eroe, basta che me lo fai vedere mentre bacia i suoi figli e va al lavoro, con la sua macchina, anche senza carrozzina avveniristica.
Una come me che scrive e pubblica sul web e combatte con i suoi chiletti di troppo e la sua intolleranza al lattosio.. mi mettete per favore alla pubblicità del gelati con il latte di riso?
Non alla soia per favore: sono allergica pure a quella!
Tanto per l’occasione, avrò una nuova carrozzina. e sono sicura che è molto telegenica!
Il mondo è di tutti e noi, pur con tutte le difficoltà che la società, e non noi, ci pongono, ci siamo.
Vogliamo solo vederci nel mondo di tutti, vogliamo solo essere protagonisti della lunga estate calda!



Ps Una amica mi ha parlato del 28 Giugno come giornata non solo del gay pride, ma del nostro orgoglio, come persone diverse ma uguali.
La cosa mi piace.
Dunque,m buon 28 Giugno
BUON HANDY PRIDE!



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