LUST CAUTION

di Antonella Musiello

Dopo tanta produzione cinematografica trash, fra cinepanettoni e cinecocomeri, fra banzai e film sulle arti marziali (ricordando il maestro Miaghi), una pellicola degna del cinema d’altri tempi ce la regala Ang Lee.
Americano d’adozione ma di origine cinese, il regista ha messo in scena un film che ha fatto molto discutere, “Lust Caution” in italiano “Lussuria” e grazie al quale è stato premiato nel 2007 alla 64ª mostra del cinema di Venezia con il Leone d’oro.
Una straorinaria storia ambientata nella Shangai della seconda guerra mondiale. Wang Chiah-Chin è una giovane donna che si trova intrappolata in un gioco pericoloso ed emozionante con un personaggio politico, Mr Yee.

Il coinvolgente ed entusiasmante dramma sentimentale che ci racconta Ang Lee si interpone in una profonda analisi dell’amore e dell’educazione sessuale di una giovane studentessa coinvolta in un groviglio di obbligo e passione.
Il film tratto dal racconto della scrittrice Eillen Ghang, è una vicenda tipicamente orientale di passione travolgenti e di amori al limite del possibile. Quello stesso amore narrato anche in un’altra pellicola di Ang Lee, “In the mood for love”.
Due possibili amanti che non tradiscono i rispettivi coniugi perché non vogliono somigliare alla falsità e all’ipocrisia di questi che, a loro volta tradiscono i possibili amanti.

Vicende contorte che sono mescolate molto spesso alla staticità e lentezza di sequenze apparentemente vuote e prive di contenuto. Il senso è proprio tutto lì, in storie d’amore che stentano ad esplicitarsi e quasi intimidite nel farsi raccontare.
Dalla Cina al Giappone, l’amore e le sue varie forme viene resa esemplare oltre che nelle sale cinematografiche anche nei romanzi.

Incontrando e spulciando fra le pagine di infinite vite parallele raccontate da Banana Yoshimoto, si riscoprono sapori tenui e anche amari di esistenze sopraffatte dagli impulsi e dalle emozioni. I critici hanno parlato di lei elogiandone qualità di stile e tecnica sopraffina, di racconti che “conquistano per la dolcezza dei sentimenti”.

È confermato nei suoi postscriptum che scrive al termine di ogni suo romanzo, dove oltre ai ringraziamenti dipinge sempre delle favolose immagini di parole delineando per lo più il luogo e il tempo che vive nel momento in cuo conclude l’opera. Al termine di “Sonno profondo” ad esempio dice: “In Giappone, guardando un viale dove le foglie di ginko stanno mutando in un giallo dorato”
Come se per guardare una bella immagine o suscitare una bella emozione o vivere un bel momento, non serva un grande schermo o paricolari congetture, ma basti una pagina scritta e la voglia di viaggiare con la testa.
Varie, differenti e simili maniere di sognare grazie all’Arte che si esprime in mille modi, quelli che l’Oriente sa rendere sublimi.

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