VIAGGIO VERSO L'IGNOTO. LUCIO SAFFARO TRA ARTE E SCIENZA

 

"Viaggio verso l'ignoto. Lucio Saffaro tra arte e scienza"



La mostra "Viaggio verso l'ignoto. Lucio Saffaro tra arte e scienza"  di Lucio Saffaro (Trieste 1929, Bologna 1998) nel bellissimo Palazzo Fava a Bologna  di cui consiglio la visita, a  me ha suscitato un senso di vertigine, soprattutto nella penultima sala, quella dei Carracci. Il fregio con "Gli incantesimi di Medea, immerso in un bellissimo paesaggio notturno, unisce alla visione della bellezza della natura l'idea del mistero, così come i poliedri sempre più complessi di Saffaro suggeriscono un al di là dal rigore matematico, l'immersione in un mondo altro, dove i concetti di razionale e irrazionale si confondono. Saffaro, laureato in matematica, inizia con opere influenzate da De Chirico e dal Surrealismo, ma anche da Paolo Uccello, di cui riprende più volte il tema di San Giorgio e il drago. Ci sono, nei primi lavori, anche influssi di Klee, Arp, del Malevic post suprematista. Anche nell'evoluzione della sua poetica rimangono alcuni forti riferimenti all'arte antica, in particolare Paolo Uccello, che inseguiva prospettive vertiginose e realizzò, nella basilica di San Marco a Venezia, il poliedro stellato; e Piero della Francesca, anch'esso pittore e matematico che, al contrario di Paolo Uccello, raffredda la rappresentazione, creando un universo sospeso, statico, in cui le figure sono immerse in una luce così assoluta da renderle astratte. Saffaro esclude dai suoi quadri e disegni maturi la figura e propone la visione di un mondo altro, abitato da poliedri sempre più elaborati, che sembrano  autogenerarsi  e svilupparsi all'infinito, diventano tridimensionali. Un mondo dove forse non c'è posto per l'umano, o forse dove si rappresenta il mistero della vita. Opere che gemmano, dove il blu delle figure geometriche emerge dal grigio che il filosofo Peter Sloterdijk, in un libro recente, definisce il colore usato da Dio nella creazione, come una manifestazione di vita che, forse, rimanda al mare, origine di tutto. O forse è il colore della malinconia. Mi chiedo anche se Saffaro ha avuto qualche relazione con Escher. Una mostra che pone interrogativi, come l'arte deve fare.

Sauro Sassi

La mostra di Lucio Saffaro di intitola "Viaggio verso l'ignoto. Lucio Saffaro tra arte e scienza"  si svolge a Palazzo Fava a Bologna fino al 24 settembre. Gli orari sono dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19, giovedì alle 21, con chiusura il lunedì. Il biglietto intero costa 6 euro, ridotto 4. Si può vedere anche il fregio dei Carracci con le storie di Giasone e Medea.




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