Forme artistiche dall’occidente all’oriente

di Antonella Musiello

I vari modi di fare Arte si evidenziano attraverso le varie e molteplici tecniche artistiche al giorno d'oggi utilizzate. Accanto ai classici colori ad olio su tela ha preso ampio spazio nell’epoca contemporanea l’utilizzo dei gessetti su pavimento prodotto da coloro che comunemente vengono chiamati “madonnari”. Questa tecnica nasce, infatti, come riproduzione di figure sacre e si evolve in produzione di soggetti completamente opposti.
L’innovativo modo di cambiare prospettiva con il quale si guarda un’opera d’arte, da verticale ad orizzontale, ha spinto un’artista in particolare, Julian Beever, ad utilizzare il pavimento come un foro scavato con la fantasia dal quale scoprire un nuovo mondo. Utilizza il tromp l’oeil e i disegni appaiono talmente realistici da sembrare tridimensionali.
Dall’ampio consenso di diverse piazze internazionali, tale modalità d’espessione è arrivata anche in Italia.
Lo scorso 18 Agosto 2007, infatti, in provincia di Mantova, la fiera delle Grazie ha ospitato l’incontro nazionale dei madonnari. Artisti provenienti da tutto il mondo e 125 dipinti realizzati da italiani, tedeschi, statunitensi, e persino giapponesi.
Il lontano oriente appare distante anche per lo sguardo artistico molto più raffinato e anche tendenzialmente aristocratico. Così la mentalità europea è spinta ad affliggere ulteriori barriere che dividono l’occidente dall’oriente. Fortunatamente c’è chi riesce a sfondare queste barriere, come un artista di origini tedesche Tin Seiffert che nel 1994 si è recato in Giappone invitato a mostrare modi e tecniche dell’arte dei madonnari.
Non che tutta l’arte orientale ne sarà stata fiera di questo gemellaggio, ma sicuramente è un modo di interloquire artisticamente e abolire i fanatici stereotipi che associano l’arte su pavimento a forme di accattonaggio e lo stile minimalista a forme di nobiltà.
Da una tecnica artistica occidentale giunta in oriente, si passa ad un’altra tecnica ideata in oriente giunta in occidente. È il caso della litografia lignea. La mostra “Woodgraph, Litogtafia Giapponese su legno”, presente a Roma presso l’istituto giapponese di cultura in via A. Gramsci e aperta fino al 17 Marzo 2008 (www.jfroma.it), ne è una prova.
La mostra presenta 100 opere a cura di 25 artisti giapponesi incluso Osaku Seishi, che trent’anni fa ideò una tecnica detta mokuriko ovvero litografia su legno. A differenza dell’acquaforte e della xiligrafia, la litografia permette la riproduzione diretta delle caratteristiche della pittura. Tuttavia la litografia, come l’acquaforte richiede l’uso di macchinari di grandi dimensioni come il torchio. La litografia su legno introduce la novità di una maggiore facilità nella stampa spesso utilizzando il comune compensato.
Nella mostra si notano figure contorte di animali, come se si trattase di un puzzle, serpenti, pappagalli, pesci che si fondono. Sono evidenti le atmosfere surreali e raffigurazioni di mondi paralleli, trasmettendo senso di pace ed inquietaudine al contempo. Poche note colorate, più luoghi onirici come un’opera dal titolo “Posto relativo”.
Con la litografia da legno la sensibilità giapponese reinventa una forma artistica occidentale senza snaturarla. Non si tratta semplicemente di un’interpretazione giapponese di una tecnica importata, ma un nuovo genere di litografia che partendo dal Giappone, si propone al mondo intero.

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