Le mura ciclopiche. Un'arte prodotta dagli uomini giganti


 
R.Passagrilli - Amelia Mura Poligonali - fonte wikipedia
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di Chiara Di Salvo


Nella storia della nostra civiltà la cinta muraria di una città ha sempre significato il suo punto di protezione. Proprio per questo bisogno di essere riparati dall'esterno, nel corso dei millenni gli uomini hanno creato diverse tecniche di costruzione, in architettura identificate come “opus” (opus caementicium, opus incertum, ect.), che più rendevano solide le mura, più assicuravano lunga la vita della città e dei suoi abitanti.

La più grandiosa e imponente opera muraria della storia è detta “opera poligonale” (opus poligonalis) o mura ciclopiche, antica tecnica di costruzione presente in tutti in continenti ma in Italia diffusasi tra il VI ed il I secolo a.C. ed applicata anche in altre epoche storiche. Esempi di mura ciclopiche sono rintracciabili in numerosi siti del centro Italia tra cui l'Umbria, dove famose sono le mura di Amelia e Perugia e il Lazio cui si trovano le città di Alatri, Ferentino, San Felice al Circeo, Cori, Norma, Palestrina, Sezze e Segni. Non mancano però neanche in Campania, Lucania, Puglia e Molise.
Questa antica tecnica consiste nella sovrapposizione di massi in pietra, spesso lavorati, di notevoli dimensioni senza l'ausilio della malta (posati a secco) e le porte che segnano questi sistemi difensivi presentano architravi costituiti da monoliti che giungono a pesare fino a 3 tonnellate.
Proprio per la presenza di questi enormi blocchi di pietra issati in cima alle porte o alle mura, queste cinte murarie sono dette ciclopiche o pelasgiche termine derivato dai Pelasgi, popolazioni autoctone che abitavano la penisola greca e le coste dell'Anatolia prima delle invasioni elleniche (II millennio a.C.). Infatti, persino secondo il drammaturgo Euripide o lo stesso geografo Strabone sarebbero state costruite dai ciclopi, poi attribuite ai mitici popoli Pelasgi che avrebbero costruito le mura simili delle città micenee di Tirinto, Micene e Argo.
Fin qui, dunque, mitologia.
Eppure nel Ciad (Africa), sarebbe esistita una razza gigante chiamata Sao di cui si narra che mangiassero gli ippopotami come i polli e che erano talmente alti che usavano interi tronchi di palma per i loro archi. Sono sopravvissuti fino al IX secolo, quando furono sterminati dagli Arabi. Arrivando piano piano ai nostri giorni, nel 1578 anche l’esploratore inglese Drake attraccò a Porto San Julian, annotando uno scontro “con uomini di grande statura” alti più di 2,30 metri che costò la vita a due dei suoi uomini. Anthony Knyvet passò lo stretto di Magellano nel 1592 riferendo di aver visto degli enormi patagoni e di aver anche misurato molti dei loro cadaveri a Port Desire, tutti tra i 3,20 e i 3,60 metri. Persino Charles Darwin, visitando la Patagonia nel XIX secolo li avvistò e ne constatò l’altezza media, che superava 1,9 metri sia per gli uomini che per le donne.
Per essere certi di non leggere considerazioni astruse, l'archeologia ci viene in soccorso: in Italia, nel 1969, nei pressi di Terracina, furono rinvenuti 50 sarcofagi di terracotta, privi di iscrizioni e di ornamenti, contenenti degli straordinari resti umani. Questi uomini erano alti da 1,83 a 2,15 metri, molto al di sopra della statura media dei romani.
La regione cui spetta il titolo di “popolazione gigante” è la Sardegna, che custodisce ossa di uomini enormi e tombe che non hanno nulla di “normale” come quelle di Iloi – Sedilo (per chi fosse incuriosito, il sito www.lamiasardegna.it ha la mappa completa delle Tombe giganti).
L’elenco di tali ritrovamenti è davvero infinito poiché tocca tutte le terre del mondo. Purtroppo, molte di queste ossa sono volutamente andate distrutte per occultarle oppure finite (volontariamente) nelle cantine di prestigiosi musei che evidentemente hanno ritenuto opportuno seguire la politica di “occultamento delle prove” piuttosto che esporle.
Tuttavia pare che ora qualche fotografia cominci a circolare e la voce a farsi sempre più forte. La più conosciuta è quella rappresentante uno scheletro umano ritrovato nel 2004 a seguito di un'esplorazione nel deserto indiano chiamato “The Empty Quarter”, a nord dell'India. Pare che la scoperta sia stata fatta dal team della National Geographic (divisione indiana) da cui provengono anche le foto. A seguito di questo ritrovamento, pare siano state rinvenute anche delle tavolette con inscrizioni che affermano che gli dei indiani avessero generato persone dalla taglia gigante e con una forza tale da poter abbracciare un tronco di un albero e sradicarlo. Sempre secondo l'iscrizione, questi uomini giganti furono creati per portare ordine nel mondo finché un giorno si rivoltarono essi stessi contro gli dei creatori e quindi vennero distrutti dal dio Shiva.
Per onestà, devo riportare anche un altro dato: pare che queste fotografie del “The Empty Quarter” siano dei falsi.
Come si spiegano dunque queste creature? E perché celate e non studiate da subito? Che nesso hanno con la teoria evoluzionistica e con la natura umana? Perché tutti i testi antichi (religiosi o meno) ne parlano ma sui libri di archeologia non ci sono?
Elenco alcune citazioni scritte in testi importanti:
Genesi 6:4
Vi erano dei giganti sulla terra a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di DIO si accostarono alle figlie degli uomini e queste partorirono loro dei figli. Essi sono gli eroi che esistettero nei tempi antichi, sono gli uomini famosi di quei tempi.
Genesi 14:5
Nell'anno quattordicesimo, Kedorlaomer e i re che erano con lui vennero e sbaragliarono i giganti ad Ashterot-Karnaim, gli Zuzim a Ham, gli Emim a Shaveh-Kiriathaim
Numeri 13:33
Inoltre là abbiamo visto i giganti (i discendenti di Anak provengono dai giganti), di fronte ai quali ci sembrava di essere delle cavallette, e così dovevamo sembrare a loro.
Deuteronomio 2:11
Erano anch'essi ritenuti giganti, come gli Anakim; ma i Moabiti li chiamavano Emim.
Deuteronomio 2:20
(Anche questo era ritenuto un paese di giganti; nei tempi passati vi abitarono i giganti; ma gli Ammoniti li chiamavano Zamzummim,
Deuteronomio 3:11
Poiché Og, re di Bashan, era rimasto l'unico superstite della stirpe dei giganti. Ecco, il suo letto era un letto di ferro (e non si trova forse a Rabbah degli Ammoniti?). Esso misura nove cubiti di lunghezza e quattro cubiti di larghezza, secondo il cubito d'uomo.
Deuteronomio 3:13
e diedi alla mezza tribù di Manasse il resto di Galaad e tutto Bashan, il regno di Og (tutta la regione di Argob con tutto Bashan si chiamava il paese dei giganti.
Giosuè 12:4
Poi il territorio di Og re di Bashan, uno dei superstiti dei giganti, che abitava ad Ashtaroth e a Edrei,
Giosuè 13:12
tutto il regno di Og, in Bashan, che regnava ad Ashtaroth e a Edrei, che era l'ultimo superstite dei giganti. Mosè infatti li aveva sconfitti e scacciati.
Giosuè 17:15
Giosuè disse loro: Se siete un popolo numeroso, salite alla foresta e dissodatela per farvi del posto nel paese dei Perezei e dei giganti, perché la regione montuosa di Efraim è troppo ristretta per voi.
Giosuè 18:16
poi il confine scendeva all'estremità del monte che si trova di fronte alla valle del figlio di Hinnom, che è nella valle dei giganti, al nord, e scendeva per la valle di Hinnom, sul versante sud della città dei Gebusei, fino a En-Roghel.
II Samuele 21:16
Ishbi-Benob, uno dei discendenti dei giganti che aveva una lancia del peso di trecento sicli di bronzo ed era cinto di una spada nuova, intendeva uccidere Davide;
II Samuele 21:18
Dopo questo ci fu un'altra battaglia con i Filistei, a Gob; allora Sibbekai l'Hushathita uccise Saf, uno dei discendenti dei giganti.
II Samuele 21:20
Ci fu un'altra battaglia a Gath, dove vi era un uomo di grande statura, che aveva sei dita per ogni mano e sei dita per ogni piede, in tutto ventiquattro dita anch'egli era un discendente dei giganti
II Samuele 21:22
Questi quattro erano discendenti dei giganti in Gath. Essi perirono per mano di Davide e per mano dei suoi servi.
II Samuele 23:13
Tre dei trenta capi scesero al tempo della mietitura e vennero da Davide nella caverna di Adullam mentre una schiera di Filistei era accampata nella valle dei giganti.
I Cronache 20:4
Dopo queste cose ci fu a Ghezer una battaglia con i Filistei; allora Sibbekai di Hushah uccise Sippai, uno dei discendenti dei giganti; e i Filistei furono umiliati.
I Cronache 20:6
Ci fu ancora una battaglia a Gath, dove vi era un uomo di grande statura, che aveva sei dita per ogni mano e sei dita per ogni piede, in tutto ventiquattro dita; anch'egli era un discendente dei giganti.
I Cronache 20:8
Questi erano nati dai giganti a Gath. Essi perirono per mano di Davide e per mano dei suoi servi

Considerando il fatto che la scienza ufficiale non crede all’esistenza dei giganti, non ci sono scienziati che possono parlare ufficialmente di come stanno le cose o delle scoperte fatte. Tuttavia è comprensibile anche il loro timore che la notizia possa fomentare la massa di ciarlatani che potrebbero creare solo danni e paure attraverso i media. È da credere anche che forse temono di dare credito a ricercatori come Z. Sitchin che, dopo aver studiato gli antichi testi dei Sumeri e di altre civiltà, sostengono l’appartenenza di tali giganti ad una razza aliena venuta sulla terra milioni di anni fa. Forse “l'alieno” di Spielberg ci fa più paura di quello che potrebbe essere realmente...e ancora una volta, dunque, la paura ci ferma ad un passo dalla verità e dalla conoscenza.

2 Commenti

  1. ...la scienza è un metodo che si basa sull'elaborazione razionale di dati reali...non sempre le testimonianze che si hanno sono sufficenti per avanzare nuove teorie...se non mi sbaglio matusalemme la bibbia racconta che sia vissuto svariati secoli...ci si deve credere?...ai tempi dei romani rispetto ad oggi le differenze tra gli uomini di regioni diverse potevano essere molto più marcate...30-40 cm di statura media di differenza possono far apparire qualcuno un gigante rispetto chi è più basso...cifre diciture riportate dalle cronache antiche potevano facilmente esser "aggiustate"...era consuetudine parlare dei posti lontani come popolati da creature "mostruose" tal volta frutto semplicemente di tradizioni orali tramandate di persona in persona...in cui piccole personalizzazioni di volta in volta finivano col deformare il reale...esempio banale che mi passa alla mente: derby di qualche anno fa roma-lazio:
    la partita fu interrotta improvvisamente alla fine del primo tempo: la stavo guardando da madrid in una stanza piena di una cinquantina di turisti tutti romani...tutti a cercar di capire cosa era successo...bene, dopo svariate telefonate a cellulari di amici presenti allo stadio la conclusione fu, dopo un esasperato accavallarsi di notizie: C'è STATO UN ATTENTATO TERRORISTICO DI AL QAEDA(!!!!!)...molti sapranno che non successe niente ma fu tutta una montatura...ci vuole poco ;)

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  2. Certo le parole e le immagini ritoccate sono fumo, certe costruzioni però sono lì a dimostrarci che ci sono più cose in cielo ed in terra...
    Basti pensare al sito di Baalbek dove troviamo quelli che, secondo me, sono i manufatti più misteriosi della storia dell'uomo ( ammesso che di normali uomini si trattasse),alcuni monoliti di granito perfettamente squadrati pesanti almeno 1.000 e dico MILLE TONNELLATE, trasportati e posati uno sull'altro a formare una fondazione sulla quale, dopo, ed io credo molto ma molto dopo, i Romani costruirono un tempio dedicato a Venere o a Giove, notevole anch'esso con colonne alte 30 mt, ma le tecniche costruttive le conosciamo ed in qualche caso le seguiamo ancora.
    Per spostare blocchi del genere avremmo dei problemi ai giorni nostri utilizzando gru cingolate, personalmente non porrei limiti, mi pare fosse Einstein a dire che in una ricerca scientifica dopo aver valutato il possibile senza soluzione, occorre cercare nell'impossibile.......

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