PESCOMAGGIORE – AQ, Progetto di autocostruzione sostenibile.
di ALESSANDRO DE SANCTIS
Sabato scorso sono stato con degli amici in Abruzzo, precisamente a Pescomaggiore, in provincia dell’Aquila, zona terremotata, a 986 metri sul livello del mare, a vedere quello che hanno intrapreso alcuni abitanti di quel piccolo comune sperduto, per non perdere il contatto con l’area dove vivono e lavorano, e non dover andare nei nuovi centri a minimo 10 km di distanza.
Alcuni abitanti, supportati da volontari e da brillanti architetti si stanno impegnando nel realizzare un piccolo centro sostenibile a basso prezzo e con tempi rapidi, nonostante le difficoltà materiali, disponibilità finanziarie limitate, condizioni climatiche locali estreme (la settimana scorsa
-16 GRADI!), e chiaramente una stretta normativa antisismica.
Il progetto è sostenibile in tutti i sensi, economicamente; all’incirca 500€/mq, e tecnologicamente; criteri di bioarchitettura ed ecologia per quanto possibile (le normative antisismiche e costruttive generali non aiutano questo genere di progetti).
I materiali utilizzati sono principalmente il legno e la paglia, si! La paglia. Solo la piattaforma di base, richiesta a fini antisismici, è in cemento armato (C.A. è l’abbreviazione usata di solito), e forse, è anche eccessiva per quel tipo di costruzioni (nota degli architetti che ci stanno lavorando da mesi).
La struttura è in legno, ancorata saldamente (sempre a fini antisismici) alla base in C.A., e irrigidita in elevato tramite elementi metallici diagonali. L’isolamento delle pareti perimetrali è concepito in balle di paglia, inserite tra i montanti strutturali in legno, così come viene da sempre costruito in tutto il nord America, il nord Europa, e da poco anche nell’Italia settentrionale. La paglia, debitamente essiccata, è un isolante eccezionale, a protezione della paglia viene steso all’esterno uno o più strati d’intonaco con un basso contenuto di malta cementizia, per permettere alla parete di “respirare”.
Le strutture in legno, contrariamente al pensiero comune, hanno una resistenza al fuoco maggiore di quelle in cemento armato, in quanto l’acciaio delle travi fonde molto velocemente, mentre il legno aggredito dal fuoco, crea uno strato di carbonatazione che lo protegge per un tempo molto maggiore.
Le case creano un piccolo borgo, posto su un dolce declivio esposto all’incirca a sud, e gode quindi della migliore esposizione possibile, sia invernale che estiva, protetto anche dal vento gelido proveniente dalle montagne del nord; la STRINA. Gli alloggi sono concepiti seguendo i criteri della bioarchitettura, camere da letto e soggiorno-cucina ad est, sud e sud-ovest, i locali tecnici, bagni e corridoi a nord, ampie finestrature si aprono a sud per catturare al massimo i deboli e bassi raggi solari invernali, mentre a nord le aperture sono limitate. Nel periodo estivo delle tende mobili integrate perfettamente nel progetto eviteranno la possibile eccessiva insolazione.
Saranno presenti stufe a pellet, pannelli solari e fotovoltaici che daranno l’energia elettrica e l’acqua calda in maniera ecologica. L’esterno è tutto muretti a secco e viottoli in pietra rigorosamente locale, e poi alberi e un paesaggio mozzafiato.
Andate sul loro sito e potrete avere tutte le informazioni per dare un aiuto concreto a questi piccoli giganti.

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