GUERRA CIBERNETICA USA – CUBA

di Gordiano Lupi

Il governo: “Gli USA vogliono creare una piattaforma tecnologica fuori dal controllo delle autorità governative che permetta il libero flusso delle informazioni tra i cittadini cubani da loro scelti e il mondo”

Yoani Sánchez: “Sono fuori dalla realtà, consapevoli di raccontare menzogne, ma il sistema non è diverso dal passato: la parola d’ordine è demonizzare la non conformità o fingere che non esista…”.

Il governo cubano teme che gli Stati Uniti stiano promuovendo tra i dissidenti residenti sull’isola l’uso di reti sociali come Facebook e Twitter per favorire movimenti
insurrezionali, come sarebbe già accaduto in Ucraina e in Iran. Ce lo dice in video pubblicato su Internet a questo indirizzo: https://posta.gruppofondiariasai.it/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.youtube.com/watch?v=PUk-rX4HtVA e che i blogger cubani hanno già definito “un tentativo di camuffare la realtà”.
Si tratta di un filmato di circa 50 minuti, una sorta di conferenza impartita da un esperto informatico davanti agli ufficiali del Ministero degli Interni. L’esperto informatico, la cui identità non è nota, afferma che gli Stati Uniti stanno finanziando l’introduzione a Cuba di reti di comunicazione satellitare per creare punti di accesso WiFi clandestini. Per illustrare la sua tesi cita Alan Gross, uno statunitense detenuto a Cuba da 14 mesi con l’accusa di distribuire collegamenti satellitari illegali, che rischia una condanna a vent’anni di carcere.  
“L’idea è quella di creare una piattaforma tecnologica fuori dal controllo delle autorità governative che permetta il libero flusso delle informazioni tra i cittadini cubani da loro scelti e il mondo”, ha detto.  
Le reti sociali come Twitter e Facebook sono state utilizzate in Egitto per organizzare le proteste e chiedere le dimissioni del presidente Hosni Mubarak, al punto che le autorità hanno impedito l’accesso a Internet. Secondo l’analista, il tentativo sarebbe quello di amplificare la voce dei blogger come Yoani Sánchez e altri giovani critici nei confronti del sistema cubano. Il link per accedere al video è stato pubblicato su diversi blog, persino su Generación Y di Yoani Sánchez e nello spazio web de El Nuevo Herald di Miami.  
“Si sta organizzando una rete virtuale di mercenari (...) che non sono la controrivoluzione tradizionale (...), stiamo parlando di persone giovani che possono dire cose interessanti, ragazzi che convivono con i nostri figli e con i nostri fratelli”, ha aggiunto l’esperto informatico.  
La conferenza è stata registrata l’8 giugno 2010, secondo quanto riportato da El Nuevo Herald e non sappiamo come sia finita sul web.
L’esperto afferma che gli Stati Uniti vogliono promuovere a Cuba un’insurrezione simile alla “rivoluzione arancione” che ha messo in fermento l’Ucraina nel 2004 o la “rivoluzione verde”, avvenuta in Iran nel 2010.  
“Internet è il nuovo campo di battaglia della guerra permanente tra USA e Cuba. Il nemico ha già schierato le sue truppe”, conclude il conferenziere cubano. Secondo la sua opinione, gli Stati Uniti starebbero investendo molto più denaro per finanziare la “cyber dissidenza” di quanto non ne abbiano mai destinato agli oppositori tradizionali.
Yoani Sánchez - da noi avvicinata - ha detto: “Il regime cubano si esprime ancora in termini di conflitto permanente, usando un linguaggio che proviene dal secolo scorso e che ricorda la guerra fredda. I nostri governanti vogliono trasformare un fenomeno spontaneo di presa di coscienza di molti giovani in un’attività costruita dall’esterno contro la stabilità dell’isola. Sono fuori dalla realtà, consapevoli di raccontare menzogne, ma il sistema non è diverso dal passato: la parola d’ordine è demonizzare la non conformità oppure fingere che non esista. L’importante è avere un nemico esterno da combattere. La storia non li assolverà”.

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