Per non dimenticare: “LA RESISTENZA”


di Vincenzo Jacovino


Enzo Falcone torna al castello Aragonese con un’antologica di grande impatto per la forza narrativa ed espressiva delle tele i cui contenuti sono un continuo richiamo alla storia del nostro Paese; e non è un caso che la mostra si intitola: Per non dimenticare: “LA RESISTENZA”. Descrittore della follia che scorre, a fasi alterne, i crinali della storia, Falcone annota e fissa gli atti di follia che hanno attraversato e continuano ad attraversare la storia del nostro Paese. E su questo tema la mano dell’artista è stata ed è sempre felice quanto a resa pittorica ed emotiva. Falcone, il cantastorie della follia perché ciascuna opera si carica di valori allegorici, simbolici che portano a guardare più in profondità la realtà nazionale e a scoprire le mille violenze e prepotenze che cercano di minare il tessuto sociale dei singoli come dell’intera comunità.
Enzo Falcone s’immerge nelle anse della storia, ripercorre ogni fase spaziando con lo sguardo su i vari episodi per decodificare ciò che ogni singolo evento ha generato e a ciascuno dà o, meglio, ridà la intrinseca drammaticità che hanno estrinsecato e continuano a estrinsecare in virtù della sua intensa e incisiva cromaticità associato al segno netto e preciso. Si avverte, in ogni opera qui esposta, una tensione costante.
Da questa antologica emerge artista-cronista vuoi degli eventi storici del passato vuoi dei più recenti, nonché di quelli che continuano ad affollare la nostra quotidianità. E ogni tela reca, con e in sé, la ricca e sensibile umanità dell’artista, il quale riesce a mutare la tragica realtà rappresentata in uno struggente e forte lirismo, soprattutto quando sguardo e pennello si posano sui problemi della società odierna così bistrattata dai nuovi come dagli antichi barbari.
Per non dimenticare: “LA RESISTENZA” è un accorato invito a resistere soprattutto nella nostra quotidianità dall’assalto dei nuovi predatori e falsi profeti. Abbiamo scritto, in altre occasioni, che il rapporto tra l’evento e l’emotività è in una simbiosi perfetta tanto che il mare dell’angoscia e del disagio esistenziale emergono tramite rappresentazioni shoccanti e sempre l’opera, così realizzata, impone l’obbligata sosta di riflessione.
Questa antologica rappresenta il sillabario sulla resistenza non solo di ieri ma, soprattutto, dei nostri giorni. Ogni tela o grafica è la vocale centrale dell’evento ricordato e rappresentato, pertanto: Per non dimenticare: “LA RESISTENZA” è il sillabo sulla resistenza che l’artista ci invita a leggere attentamente per meglio elaborare la nostra opposizione all’assalto dei vecchi e nuovi barbari.

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