L'ARTE IN AFRICA- STORIE E IDENTITA' DI UNA ARTE UNIVERSALE FINO ALL'8 SETTEMBRE A BOLOGNA

Questa mostra fa risaltare il periodo in cui abbiamo cominciato a depredare l'africa e i suoi animali, nella sezione portoghese si notano i primi lavori su avorio dei denti degli elefanti. è nato in quel momento il destino dell'africa e dei suoi animali.

UNO SGUARDO SULL'AFRICA LIBERO DALLA MENTALITA' COLONIALE 
EX AFRICA A BOLOGNA


L’Africa misteriosa, selvaggia, ricca di risorse da saccheggiare, di uomini da schiavizzare. Continente su cui porre le nostre bandiere di civiltà. Anche luogo per avventurieri, per fughe e per scoperte. Sempre partendo da un presupposto: noi siamo la razza superiore, loro l’uomo che ha arrestato, da millenni, la propria evoluzione. Noi siamo belli, bianchi, civili, loro sono brutti, neri, bestiali. Furono i portoghesi a intraprendere, già nel XV secolo, l’esplorazione delle coste dell’Africa subsahariana, occupando prima località costiere che servivano da base sia per spingersi sempre più a sud che per esplorare l’interno. Lo scopo era reperire schiavi, metalli preziosi ed altre risorse naturali. La storia ci dice che, alla fine del secolo, fu Vasco da Gama a raggiungere il Capo di Buona Speranza e, da lì, il continente asiatico. Una bellissima mostra al Museo Civico Archeologico di Bologna ci spiega che gli africani neri subsahariani non erano esseri inferiori, avevano sviluppato organizzazioni sociali, forme di rapporto con l’ambiente, concezioni religiose che si differenziavano notevolmente tra loro, oltre che dalle nostre. Così anche la produzione artistica aveva spesso funzioni di rapporto attivo con le divinità, culto degli antenati, operazioni magiche. C’erano, poi, popoli che avevano sviluppato forme di civiltà più simili alle nostre, con la creazione di corti e produzioni artistiche più naturalistiche, spesso di altissima qualità, non solo sculture di legno ma anche in bronzo e altri metalli e avori lavorati che venivano commissionati dagli occidentali e poi commercializzati in Europa. La mostra di Bologna si avvale di un bellissimo allestimento, che ci immerge in questo universo di statue, maschere, feticci che sembrano circondarci, osservarci; di grandi riproduzioni delle splendide mappe che i portoghesi avevano redatto e che erano incredibilmente rispondenti alle nostre conoscenze attuali, oltre che di grande bellezza grafica. Il percorso espositivo comprende nove sezioni:
SEMPLICEMENTE ARTE, con maschere e figure rituali dai più importanti musei europei, anche di grandi dimensioni, assieme a un gruppo di miniature in bronzo utilizzate per pesare la polvere d’oro.
NON CREAZIONE ANONIMA MA ARTE DI ARTISTI: in cui si mostra come le produzioni africane non fossero seriali ma sia possibile riconoscere la personalità e lo stile di vari esecutori.
UN’ARTE ANTICA: un importantissimo patrimonio di statue lignee e in terracotta delle civiltà Dogon e Tellem dal Mali, a partire da mille anni fa.
GLI AVORI AFRO PORTOGHESI: saliere, impugnature, oggetti in avorio finemente lavorato, commissionati dai portoghesi ad artisti locali nel XV e XVI secolo e commercializzati nelle corti europee.
UN’ARTE DI CORTE: tesori d’arte dalla città stato di Ife e splendidi bronzi del regno del Benin
MOSTRA DI “SCULTURA NEGRA”, VENEZIA 1922: la prima esposizione di arte africana in Italia, che, ovviamente, ricevette commenti negativi. Il mondo culturale italiano e i nostri artisti non sapevano cogliere la forza di queste produzioni.
XX SECOLO: L’EUROPA GUARDA L’AFRICA: riguarda la ricezione che l’arte africana ha ottenuto dagli artisti europei. Gli espressionisti tedeschi di “Die Brucke”, da Schmidt-Rottluff a Otto Muller, Heckel, Nolde, Kirchner.  Modigliani, Matisse e, naturalmente, i cubisti Braque e Picasso, le cui “Demoiselles d’Avignon”, piene di riferimenti alla statuaria africana, sconvolsero l’ambiente artistico. Purtroppo in mostra questo importante rapporto viene rappresentato con opere minori.
UN’ESTETICA DIVERSA. ORDINE E DISORDINE NELL’ARTE VODU: argomento assai interessante, ricco di suggestioni, che magari meritava qualche approfondimento maggiore. Reperti affascinanti, che non si possono fotografare, forse per il loro contenuto magico.
ARTE AFRICANA CONTEMPORANEA: con la cosiddetta globalizzazione l’arte africana è entrata nel gran circuito internazionale, così come quella di tutte le nazioni e continenti del mondo. Ha perso le sue peculiarità e alcuni artisti hanno raggiunto una fama enorme. Purtroppo anche questa sezione è un po’ carente e non rende tutta la varietà e complessità dell’arte africana d’oggi. Segnalo le foto di Malick Sidibé, maliano, leone d’oro alla carriere alla Biennale di Venezia del 2007 e del connazionale Seydou Keyta, che fu suo maestro, che dimostrano l’esistenza di una importante scuola fotografica maliana. Da osservare anche il lavoro del ghaniano El Anatsui, di grande successo internazionale, che assembla materiali di recupero (tappi, lattine ed altro) per realizzare arazzi di grande bellezza che riprendono i colori di tessuti africani. Per chi fosse interessato, alla Biennale di Venezia all’Arsenale il padiglione del Ghana presenta bellissimi lavori di El Anatsui e altri importanti artisti di quel paese.

SAURO SASSI


EX AFRICA – STORIE E IDENTITA’ DI UN’ARTE UNIVERSALE
FINO ALL’8 SETTEMBRE
BOLOGNA, MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO.
APERTURE; LU-ME-GI-VE: 10-19; SA-DO: 10-20; MA CHIUSO
BIGLIETTO INTERO: EUR 14. RIDOTTO EUR 12: STUDENTI FINO A 26 ANNI, SOCI COOP ALLEANZA 3.0, ABBONATI TPER, BOLOGNA WELCOME CARD. RIDOTTO EUR 7: POSSESSORI CARD MUSEI METROPOLITANI. RIDUZIONI PER GRUPPI E SCUOLE. AUDIOGUIDA INCLUSA.
www.mostrafrica.it





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