Studiare in presenza, studiare a distanza: il punto di vista degli studenti universitari




a cura di Maria Accarino

maccarino@gmail.com

La rete ormai è il simbolo della società contemporanea ed è il luogo in cui si svolgono la maggior parte delle interazioni umane. Anche i nostri processi di conoscenza non sono esenti all’uso degli strumenti digitali appartenenti alla nostra quotidianità. Sulla base di questi nuovi bisogni sociali, da qualche anno nei vari Atenei italiani, è nata la necessità di avere un supporto multimediale ai corsi tradizionali, sia per rispondere alle esigenze di una nuova tipologia di studenti (studenti lavoratori, studenti fuori sede) che per favorire un processo di apprendimento attraverso innovativi strumenti di formazione.

In quanto studentessa universitaria a Pisa ho seguito molti corsi sulla piattaforma Moodle, in modalità blended learning, che prevede sia lezioni in presenza che il supporto del web per pubblicare contenuti (lezioni, esercitazioni, risorse, elaborati degli studenti). Questo anno però ho frequentato anche un corso a distanza, per il quale sono stati fatti due incontri in presenza e le lezioni erano, sin dall’inizio, disponibili sulla piattaforma, suddivise per argomenti. Il primo incontro in presenza è servito per conoscerci, presentarci, e la docente ha illustrato il programma con le modalità di fruizione delle varie lezioni.

Da questa esperienza ho constatato diversi vantaggi dei corsi in e-learning puro e dei corsi in modalità blended learning. Il vantaggio principale è che si può accedere alla piattaforma in qualsiasi momento della giornata, da qualsiasi posto e trovare i materiali sempre disponibili. I docenti possono decidere quali strumenti mettere a disposizione degli studenti e la possibilità di interazione docente-studente-tutor dà al percorso formativo una forte impronta costruttivista. Le interazioni tra gli studenti e il docente avvengono prevalentemente attraverso lo strumento del Forum della piattaforma che ospita il corso. Nei Forum viene infatti chiesto agli studenti di intervenire con un minimo di invii, mirati e meditati, in risposta a precisi argomenti trattati nel materiale didattico messo a disposizione dal docente.

L’uso del Forum è senza dubbio l’aspetto che ho avvertito come più innovativo rispetto alla lezione accademica tradizionale. Spesso in una lezione in classe la discussione è minima, e ciò per mancanza di tempo o disabitudine degli studenti. Un corso universitario che si avvale di una piattaforma Moodle e fa del Forum lo strumento principale di interazione, è diverso: le letture vengono distribuite nel tempo e intervenire su di esse diviene una tappa fondamentale del processo di apprendimento. In questo modo noi studenti siamo costretti a ragionare su quanto dato, a metterlo in relazione con il resto del programma e a interagire con i colleghi. Questo sviluppa maggior spirito critico ed una pratica costruttivista del sapere. Mi è piaciuto molto intervenire nel Forum e il fatto che anch’io come studentessa potessi creare argomenti di discussione è stato molto gratificante, soprattutto quando gli altri studenti hanno risposto ai temi da me proposti.

Possono anche presentarsi anche alcuni elementi di incertezza nello svolgimento di un corso online: può verificarsi che dopo una prima fase di partecipazione molto accanita nel Forum, potrebbe esserci un graduale abbandono delle discussioni, l’interazione potrebbe diventare più blanda. Non meno rilevante il fatto che alcuni studenti potrebbero interpretare la frequenza al corso molto libera e senza una scadenza di fine corso, per cui qualche studente potrebbe “sospendere” la sua partecipazione per riprenderla successivamente. L’azione dei docenti e dei tutor all’interno del Forum è molto decisiva. Il loro intervento facilita il processo di apprendimento e dà un feedback adeguato alle discussioni e alle questioni poste dagli studenti, singolarmente e in gruppo. Inoltre il fatto che il corso sia usufruibile prevalentemente online dà molta libertà negli accessi e nelle consultazioni del materiale didattico. Creare un calendario o comunque definire alcune date per gli interventi nel forum e per la consegna degli elaborati argina, quel senso di “pigrizia” tipico di alcuni studenti alle prima esperienza nel campo della didattica a distanza

Alla fine del percorso formativo sarebbe opportuno prevedere questionari di soddisfazione sull’esperienza effettuara e sulla partecipazione alla classe virtuale. Può essere sicuramente interessante prendere in considerazione anche le valutazioni espresse in forma libera dagli studenti e la possibilità di avere risorse aggiuntive - come un blog o un wiki - che consentano di migliorare l’organizzazione del tempo e il processo di apprendimento.

Da studentessa posso ritenermi soddisfatta per il lavoro fatto all’interno del corso a distanza e per le modalità di interazione. Studiare avvalendomi di questa modalità ha aggiunto un valore sociale al processo di formazione individuale, poiché quando mi sono imbattuta in argomenti a me sconosciuti ho avuto l’apporto dialettico della classe virtuale; con il supporto del Web, inoltre, ho potuto approfondire tutte le mie curiosità su argomenti proposti dai miei colleghi e aggiornarmi su tematiche a me nuove.

Ho trovato molto utile avere sempre le lezioni disponibili sulla piattaforma, in questo modo non ho mai saltato una lezione!

La mia osservazione finale è che le grandi potenzialità di innovazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, se sfruttate in una formazione universitaria e/o permanente, permettono a noi studenti di essere parte attiva nei processi di costruzione del sapere e non solo fruitori passivi.

In Italia - forse - non siamo ancora del tutto pronti ai corsi a distanza… e voi? Avete esperienza di studio/formazione online? E soprattutto, cosa ne pensate?

4 Commenti

  1. Ciao Maria, ho letto il tuo articolo e vorrei condividere la mia opinione.
    Da ex studentessa di Informatica Umanistica, ricordo con molto piacere l'esperienza del corso TEA del Prof. Giacomantonio.
    Ritengo che una base di interazione sia fondamentale, per stimolare l'apprendimento e per coinvolgere gli studenti a partecipare, condividere, sentirsi parte del tutto. Sono stata fortunata a partecipare a un corso così ricco di stimoli.
    Concordo sul fatto che l'e-learning abbia fortissime potenzialità e che ad oggi, specie nel mondo aziendale, non abbia il valore che meriterebbe (a parte qualche rara eccezione). Purtroppo, tutto ciò che riguarda la Comunicazione, specie quella interna, che orchestra le varie funzioni aziendali in una unica e integrata, viene sottovalutato. Le resistenze al cambiamento sono tenaci. Corsi di formazione in modalità e-learning sarebbero sicuramente meno onerosi e permetterebbero a tutti di condividere la conoscenza, le informazioni, strategie ecc.
    Il mio parere è perciò positivo nei confronti di questo tipo di apprendimento online, e spero che vengano superate tutte le barriere verso questi nuovi strumenti di costruzione del sapere.

    Alice Guidi

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  2. Io ho conseguito una triennale in Economia senza quasi mai frequentare per motivi di lavoro, non sempre riuscivo ad avere permessi per recarmi all'università.
    Se avessi conseguito la mia laurea in modalità e-learning probabilmente avrei raggiunto migliori risultati. La presenza costante di un tutor, le lezioni disponibili 24h su 24, l'uso del forum come ambiente di confronto e di accrescimento della conoscenza mi avrebbero aiutato a preparare meglio i miei esami. Personalmente ho esperienza di formazione a distanza in ambito lavorativo, seguo corsi di aggiornamento interamente online. Sono molto interessato alle nuove tecnologie e alle nuove modalità di apprendimento a distanza.

    Penso che la formazione in modalità e-learning se rilascia certificazioni riconosciute non possa essere considerata una formazione inferiore a quella tradizionale. Credo però che per certe facoltà la presenza è essenziale, mi riferisco a quelle facoltà in cui la pratica, il tirocinio, la realizzazione di progetti, sono parte integrante della formazione. Riuscite a pensare ad un infermiere che studia solamente online? Sarebbe difficile. In alcuni corsi di laurea spesso ci sono project-work che coinvolgono gli studenti a lavorare con modalità che aiutano a crescere e sviluppare competenze di gruppo.
    D'altra parte però in un paese come il nostro dove gli studenti universitari sono sempre più costretti a lavorare, l’e-learning rappresenterebbe un’ottima soluzione. Personalmente, per la mia esperienza, preferico la modalità blended, quella che, a mio avviso, riesce a conciliare meglio i due metodi di apprendimento (tradizionale/multimediale).

    Marco, 30 anni, agente di commercio

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  3. Dopo vari anni trascorsi lontani dai banchi di scuola e una laurea nel cassetto, nell'anno 2011 ho pensato di aggiornare le mie conoscenze riguardo alle biblioteche, un settore che da sempre mi affascina.
    Così, il primo passo è stato quello di iscrivermi al corso universitario di “Organizzazione informatica delle biblioteche”, inserito su Moodle, la piattaforma di e-learning più diffusa al mondo e adoperata anche dall'Ateneo pisano.
    Durante lo svolgimento del corso, in modalità blended-learning, ho potuto acquisire nozioni e affrontare tematiche particolarmente interessanti.
    Il fatto di “ritrovarci” in piattaforma e di condividere elaborati, nozioni e pure dubbi è stato di fondamentale importanza per migliorare le conoscenze di ciascuno di noi.
    Per questo Moodle è veramente una risorsa sorprendente.
    La conoscenza condivisa è un progetto ambizioso che accomuna tutti e che ciascuno ha interesse a portare avanti nel tentativo di migliorarsi imparando ogni giorno anche dagli altri.
    Per quanto mi riguarda, spero di esser riuscita ad elaborare nel migliore dei modi tutto ciò che i corsisti con il proprio contributo hanno messo a disposizione e, contemporaneamente, di aver presentato materiali utili anche per loro.
    L'e-learning rappresenta, dunque, per ciascuno di noi, una grande opportunità da non lasciare intentata: a tutti noi, un grande in bocca al lupo!

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  4. Ho letto l'articolo e i commenti e, come ex alunna che ha usufruito di piattaforma per l'insegnamento a distanza non posso che dirne bene. Ma... occorre una forte inrìterazione tra gli "allievi" e chi distribuisce il corso, non solo tra gli allievi.
    Essere stimolate a partecipare fa in modo che anche se arrivano stanchezze o impegni che distraggono fa ritornare sulla piattaforma per continuare ad apprendere. Ciò secondo me vuol dire che ogni apprendimento a distanza anche il più avanzato ha bisogno di una presenza umana, sotto forma di un tutor che segua il progresso di apprendimento. O del docente che non molla anche se non ha gli allievi davanti.
    Come studentessa lavoratrice ero spesso distartta da altre cose e il "richiamo" se l'assenza era troppo lunga mi dava la misura del tempo che passava e mi spronava a rientrare nella discussione con gli altri allievi o nella prosecuzione del percorso per realizzare le esercitazioni proposte.
    Quindi ben vengano strumenti che danno la possibilità di apprendere da casa propria, ma chi somministra l'insegnamento, così come avviene in presenza stia molto attento a che gli allievi non "spariscano".

    Mi è piaciuto il fatto che nell'esperienza descritta ci siano stati due momenti di incontro in presenza. Vedere le facce di chi poi troveremo solo virtualmente fa visualizzare a posteriori chi abbiamo davanti solo con la parola scritta. Un incontro finale poi è un ritrovarsi dopo una conoscenza approfondita anche se solo virtuale, un recuperare con tutti i sensi la condivisione e la conoscenza intellettuale.

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