Principe coronato cercasi per ricca ereditiera (1970)

di Gordiano Lupi
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Regia: Gianni Grimaldi. Soggetto e Sceneggiatura: Gianni Grimaldi. Aiuto regista: Paolo Fondato. Scenografie. Franco Cuppini. Costumi: Giulia Mafai. Montaggio: Dolores Tamburini. Fotografia: Aldo Greci. Musiche. Roberto Pregadio. Direttore di Produzione. Angelo Iacono per Mars Film. Sigla di testa e di coda: “Note d’amore”, di Roberto Pregadio su parole di Gianni Grimaldi, cantata da I Rubi Strubi. Interpreti: Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Katia Christina, Linda Sini, Carletto Sposito, Alfredo Rizzo, Renato Malavasi, Renato Baldini, Orazio Stracuzzi, Ada Pometti, Saro Urzì.
Principe coronato cercasi per ricca ereditiera è un lavoro insolito nella filmografia di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, perché presenta accenni di commedia sexy, una tematica erotica inconsueta e una recitazione più contenuta da parte dei due comici siciliani. Merito di Gianni Grimaldi, uno dei registi che meglio riesce a valorizzare le qualità recitative della coppia più vituperata dalla critica cinematografica.
Franco Franchi è Don Mimì, un principe siciliano decaduto, che dopo aver dilapidato il patrimonio della casata è costretto ad aprire le porte del castello ai turisti per racimolare qualche soldo. Ciccio Ingrassia è il fido maggiordomo Francesco, che non viene pagato da undici anni, ma è impiegato come guida turistica, consulente, collaboratore e servitore tuttofare. Renato Baldini è un ricco petroliere statunitense che asseconda un capriccio della figlia Grace (Katia Christina), paga un miliardo al principe e lo convince a sposare la ragazza che desidera il titolo di principessa. Il patto matrimoniale è duro da rispettare, perché prevede che la donna debba restare illibata e che dopo tre mesi ci sia un divorzio consensuale per liberarla dai vincoli e farla tornare in America. La pellicola scorre su questa falsariga, ma gode di una trama più elaborata del solito con meno concessioni alla comicità da avanspettacolo. Ciccio Ingrassia è bravo nei panni di un compassato maggiordomo che accompagna turisti per le stanze del castello, mostrando cinture di castità e quadri, senza rinunciare a battute. Il suo aspetto fisico è insolito perché non ha i baffi, che invece vengono sfoggiati da Franco, regale principe decaduto. Ciccio è un coprotagonista esemplare, recita la parte dell’amico del principe, funge da consigliere e a un certo punto si innamora persino della governante della principessa.

Saro Urzì è un ottimo prete siciliano che si fa portavoce della richiesta nuziale ma è anche il primo a restare sconvolto dalla pretesa di non consumare il matrimonio. Carletto Sposito e Alfredo Rizzo sono due validi caratteristi che impersonano gli imbranati amici del principe che tentano con ogni mezzo di conquistare la bella moglie, ma finiscono sempre sconfitti. Katia Christina è molto bella, un tipo alla Marylin Monroe, bionda e attraente, che mostra lunghe gambe maliziosamente esposte grazie a succinte vesti da camera. Brava anche come interprete, prima ragazzina capricciosa e infine donna innamorata di un principe che la fa capitolare dopo una corte serrata. Una sequenza la vede protagonista di un improvvisato spogliarello, per i tempi abbastanza audace. Un’altra scena immortala la bella Christina in trasparenza che si insapona sotto la doccia mentre Franco si rade esterrefatto di fronte alla sensuale visione. Franco Franchi è un credibile principe spiantato, impenitente rubacuori e giramondo, che finisce per innamorarsi di una moglie sposata per interesse e - dopo una notte brava con le sue amiche - consuma il matrimonio.
Un film insolito per la coppia comica, perché è anche di una duplice storia d’amore a lieto fine che riguarda principe e maggiordomo, immortalata da una geniale sequenza con i letti uniti mentre scorre sullo schermo la parola Fine. Certo, c’è l’avanspettacolo, ci sono le battute e le immancabili scenette comiche. “Le palle, lucidare anche le palle!” (riferito al biliardo). “No, io le palle non gliele lucido”, risponde un servo con inevitabile doppio senso.  Un turista (parlando di un antenato del principe): “Era molto credente?”. Ciccio: “No credeva a tutte le balle che gli dicevano!”. Franco, mentre osserva i ritratti dei suoi avi: “Trisavolo, arcavolo…”. I doppi sensi si sprecano: “Pervade e penetra”. Franco: “Le tentazioni della carne…”. Christina: “Sono vegetariana”. Franco che conta le pecore per dormire mentre nel letto vicino dorme la bella principessa finisce per giocare a carte con Ciccio. “Scopa?”, chiede il maggiordomo. “No, briscola”, è la risposta dal sottinteso erotico. Franco Franchi canta alcune canzoni con la chitarra, abbandonandosi a una vecchia passione, la prima è una melodia romantica, mentre la seconda uno shake, ma alla fine intona la popolare Sciuri sciuri. Renato Baldini è un buon caratterista che interpreta un americano volgare e arricchito, padre della ragazzina che vuol diventare principessa. Il film è quasi completamente girato in interni ed è molto teatrale, l’arredamento è un modernariato anni Settanta che fa tanta nostalgia. Alcune sequenze del carnevale siciliano girate in presa diretta anticipano un finale che vede la principessa mascherata e innamorata del principe che decidere di restare come vera moglie. Irrompe nella sala con il fucile in braccio, scaccia gli amici americani dal tempio, parla siciliano e decide di consumare il matrimonio. “Per tutta la quaresima non voglio essere disturbato”, afferma Franco.
Ottantottesimo film interpretato da Franco e Ciccio in un anno importante come il 1970 che comprende molti titoli riusciti ma che purtroppo fa registrare segnali di cedimento nella coppia. Gianni Grimaldi è uno dei loro migliori registi, che ricordiamo per gli ottimi Il brutto e il cretino (1967), Brutti di notte (1968), Don Chisciotte e Sancio Panza (1969) e per molte pellicole interpretate da Lando Buzzanca. Principe coronato cercasi per ricca ereditiera anticipa la moda della commedia sexy, pur restando nel consueto garbo del cinema popolare e per famiglie, vero marchio di fabbrica di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

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