30 ANNI DI LAVORO PER CITTADINANZATTIVA


di Chiara Di Salvo


Cittadinanzattiva festeggia 30 anni di lavori. A Roma, dal 3 al 6 dicembre, si è svolto il III Congresso Nazionale di Cittadinanzattiva e il titolo utilizzato per l’avvenimento è il riassunto di 30 duri anni di lavoro: “La rivoluzione civica”.

La loro battaglia segue la linea della “fiducia” dove si chiede di riconoscere ai cittadini il ruolo della Cosa Pubblica, con compiti diversi ma con la stessa dignità della classe politica tradizionale.

Appare chiaro però, che questo comporta un inevitabile passaggio di poteri e di funzioni dalla rappresentanza politica a quella civica. Che cosa comporterebbe esattamente questo passaggio? Di che cosa Cittadinanzattiva si fa portavoce?
Del cambiamento.

Basta con gli incarichi clientelari e i “giochi di scambio”; basta con quegli amministratori pubblici impauriti dalla trasparenza dei bilanci; basta con “gli amici degli amici”, i giochi di poltrona e d’appalti, i sindacati irresponsabili. Quanti sono gli amministratori pubblici locali che non ce la fanno più a dover contrattare ogni scelta con il bilancino della politica?

« Noi dobbiamo allearci con chi ha bisogno del vento nuovo dell’attivismo civico per uscire da un sistema autoreferenziale fonte di sprechi e di sofferenze per i più ». [ Cf. Teresa Petrangolini, Segretario generale Cittadinanzattiva, in www.cittadinanzattiva.it ].
Serve un cambiamento, un processo che metta veramente il cittadino al centro delle discussioni politiche, sbloccando l’Italia da quello che si avverte come un “blocco”, qualcosa che, stantio e infangato, non permette di far respirare il polmone socio-economico italiano, problema che non è stato risolto né con un governo né con l’altro. Il problema non è rimescolare nomi e schieramenti ma cambiare una cultura politica che ormai condiziona i media, le leadership e i sindacati.
La chiave di volta è stata data nel 2001 con la modifica al titolo V della Costituzione. Infatti all’articolo 118 ora si legge:

LE FUNZIONI AMMINISTRATIVE SONO ATTRIBUITE AI COMUNI SALVO CHE, PER ASSICURARNE L’ESERCIZIO UNITARIO, SIANO CONFERITE A PROVINCE, CITTÀ METROPOLITANE, REGIONI E STATO, SULLA BASE DEI PRINCIPI DI SUSSIDIARIETÀ, DIFFERENZIAZIONE ED ADEGUATEZZA.
I COMUNI, LE PROVINCE E LE CITTÀ METROPOLITANE SONO TITOLARI DI FUNZIONI AMMINISTRATIVE PROPRIE E DI QUELLE CONFERITE CON LEGGE STATALE O REGIONALE, SECONDO LE RISPETTIVE COMPETENZE.
LA LEGGE STATALE DISCIPLINA FORME DI COORDINAMENTO FRA STATO E REGIONI NELLE MATERIE DI CUI ALLE LETTERE B) E H) DEL SECONDO COMMA DELL’ARTICOLO 117, E DISCIPLINA INOLTRE FORME DI INTESA E COORDINAMENTO NELLA MATERIA DELLA TUTELA DEI BENI CULTURALI.
STATO, REGIONI, CITTÀ METROPOLITANE, PROVINCE E COMUNI FAVORISCONO L’AUTONOMA INIZIATIVA DEI CITTADINI, SINGOLI E ASSOCIATI, PER LO SVOLGIMENTO DI ATTIVITÀ DI INTERESSE GENERALE, SULLA BASE DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ.

Per Cittadinanzattiva la devoluzione delle competenze, se interpretata correttamente, forse può veramente aiutare a risollevare alcune lacune del Paese quindi il suo obiettivo è quello di vedersi impegnata sempre più attivamente affinché il sistema politico si riapra alla società.
Da febbraio 2008, il Dipartimento della Funzione Pubblica, il FORMEZ e Cittadinanzattiva ONLUS hanno avviato il progetto “Nuovi strumenti di partecipazione e cooperazione tra le amministrazioni e i cittadini per sostenere lo sviluppo dei territori”, con l’obiettivo di sostenere le Amministrazioni Pubbliche nei processi di sviluppo sostenibile del territorio, attraverso il consolidamento e la costruzione di reti con diversi soggetti, reti basate su nuove competenze, nuove modalità di ascolto e di incontro, sistemi innovativi di informazione e comunicazione.

Gli incontri-laboratorio sono rivolti alle Amministrazioni, ai funzionari pubblici, alle associazioni, alle aziende pubbliche o private e ai cittadini singoli o associati che abbiano interesse ad approfondire il tema della partecipazione e della sussidiarietà in un’ottica di responsabilità condivisa.

I “Laboratori territoriali sulla sussidiarietà orizzontale”, dopo la positiva esperienza fatta nel 2007 in Puglia (Bari), Sardegna (Olbia) e Lazio (Roma), hanno preso avvio in questi mesi in Umbria (Perugia) e in Friuli Venezia Giulia (Pordenone).
Un punto di vista del cittadino e, soprattutto, sopra le parti.

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