MUSEO OMERO. Dove l'arte si può toccare




Manifesto Futurista, Filippo Tommaso Marinetti; 11 gennaio 1921.
Luogo di conservazione originale: Museo Tattile Statale Omero.
Foto credit: dall'Archivio fotografico del Museo Tattile Statale Omero.








Esperienza tattile. Museo Omero.
Foto credit: dall'Archivio fotografico del Museo Tattile Statale Omero.





di Chiara Di Salvo





Unico museo tattile in Italia e, per la tipologia dell'esposizione, unico anche in Europa, il Museo Tattile Statale Omero presenta una via percettiva esclusiva, proponendo un approccio all'estetica in gran parte ancora inesplorato dai visitatori, siano essi vedenti che non vedenti.
Non si parla di un "percorso per non vedenti" inserito nelle proposte museali già collaudate, quanto piuttosto di uno spazio innovativo all'interno del quale la percezione artistica passa attraverso suggestioni plurisensoriali ed extra visive.
Nato proprio per questo scopo, il Museo Omero venne istituito nel 1993 dal Comune di Ancona e con il contributo della Regione Marche per concretizzare un'illuminante idea di due appassionati viaggiatori non vedenti, i coniugi Grassini, che con il tempo si resero conto che, di fatto, l'arte è "intoccabile" e per chi ha la necessità di toccare lo spazio per conoscerlo, questo mondo rimaneva sconosciuto.
Riconosciuto dal Parlamento nel 1999 Museo Statale con l. n. 452 del 25 novembre 1999, grazie alla sua valenza nazionale in ambito culturale, sociale, artistico e didattico, ha tra le sue finalità quella di "promuovere la crescita e l'integrazione culturale dei minorati della vista e di diffondere tra essi la conoscenza della realtà" (art. 2 della legge).
La sua istituzione è preceduta di qualche mese da quella del Museo Tiflologico di Madrid - www.once.es/home.cfm?id=271&nivel=4&orden=6 - dal quale però differisce per l'indirizzo del tema proposto: infatti mentre a Madrid viene presentata una collezione prevalentemente architettonica e composta da riproduzioni di città famose (Toledo, Gerusalemme), ad Ancona la scelta è stata quella di far arrivare l'arte in tutte le sue forme a chi non le ha mai potute vedere.
Per questo motivo il Museo Omero presenta un allestimento il più completo possibile attraverso calchi in gesso, riproduzioni in marmo e modellini in legno delle grandi opere architettoniche che, complici con le Arti plastiche, hanno cambiato il corso della storia dell'uomo.

"Toccare volti, corpi, gesti, espressioni, scoprire volumi e prospettive attraverso le proprie mani".
È questo lo slogan del Museo che all'interno dei suoi spazi, distribuiti su 750 metri quadrati di superficie, ospita una ricca collezione fruibile tattilmente e costantemente impreziosita con nuove acquisizioni, al fine di documentare in modo organico l'arte plastica e scultorea di tutti i tempi.
Sono presenti quattro sezioni:
- la Sezione Archeologica, che raccoglie oggetti originali di varia tipologia ed epoca: reperti ceramici, litici e metallici dalla Preistoria all’epoca Tardo classica;
- la Sezione di Architettura, che ospita una collezione di modelli in scala realizzati sulla base di rigorosi criteri scientifici. Tra questi il Partenone, il Pantheon, il Duomo di Ancona, il Duomo di Firenze, la Basilica di San Pietro, la Mole Vanvitelliana;
- la Sezione di Scultura antica e moderna, con i calchi e copie in gesso delle più celebri sculture di tutti i tempi, da quelle egiziane a quelle dell'arte greca, etrusca, romana, romanico gotica, rinascimentale, manierista e barocca, neoclassica fino alle avanguardie del primo '900;
- la Sezione di Scultura del Novecento e contemporanea, che raccoglie opere originali di famosi artisti tra cui Valeriano Trubbiani, Edgardo Mannucci, Girolamo Ciulla, Aron Demetz, Loreno Sguanci, Pietro Annigoni e Umberto Mastroianni (fonte: www.moseoomero.it).

Tra tutti, quello che stupisce passeggiando tra le sale è il Manifesto Futurista al Tattilismo di Marinetti che, nel 1921, segna una tappa decisiva della sua parabola artistica e filosofica del Movimento.
La corsa all'innovazione, alla movimento, all'esaltazione del nuovo e del veloce...sembra quasi arrestarsi di fronte al tatto, alla conoscenza del proprio corpo e di quello altrui; corpo in cui non vi è più il “coito veloce violento” ma un ripiegarsi su se stesso in un gesto di estrema intimità.
“L'altro”, “l'esterno”, “l'altrui mondo” è sempre stato un mistero per chi non ha la possibilità di vedere... eppure il mistero non ha mai portato all'alienazione, all'allontanamento di quello che, generalmente, viene definito “normale”.
È anche questo il messaggio che si legge tra le sale del Museo Omero, un messaggio ricco, soffice e con l'animo di un giovane curioso pronto alle novità. Ma soprattutto un messaggio di accoglienza, di attenzione anche verso quell' “altro” che troppo spesso si dimentica di rendere partecipe l'uomo dal bastone bianco.
Proprio per queste attenzioni, tutte le sale possono essere visitate in autonomia da persone non vedenti e ipovedenti grazie ad una guida elettronica denominata Walk Assistan oppure con i sussidi didattici come le tavole in rilievo, utili alla conoscenza degli stili e alla comprensione dell'architettura, e alle schede informative disponibili in nero e in Braille.


Per maggio info: www.museoomero.it

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